Apre a Roma Palazzo Vilòn, antica dimora barocca della famiglia Borghese

È la più esclusiva residenza privata di tutta Roma, custodita nell'ala nobile di quella che fu la dimora della famiglia Borghese, gioiello del Barocco.

II Salone delle Ringhiere (100 mq) di cui lo scenografo bolognese Francesco Grimaldi fu il principale regista, lavorando insieme a Rainaldi: incomparabile per ricchezza ed estro decorativo, accoglie le due maestose scalinate che conducono alla grandeur di dipinti e bassorilievi.


C'è la meraviglia della scoperta. Lo stupore di Roma. Nel rione Campo Marzio, a pochi passi da Piazza di Spagna, sorge la dimora della famiglia Borghese, una delle più potenti dinastie del Seicento, commissionata dal Principe Giovanni Battista all'architetto Carlo Rainaldi. Ultimato nel 1678. Il Palazzo è un notevole esempio del Barocco romano, tanto da essere incluso tra "Le cose più notabili tanto de' giardini, quanto de' palazzi, librerie, mosei, e galerie di Roma", da Pietro de' Sebastiani.

Le antiche dimore ci fanno entrare nella storia, celebrando l’essenza delle città in cui si trovano. Il viaggiatore oggi cerca autenticità e radici. Il vero lusso è accedere all’inaccessibile, l’unicità, circondarsi d’arte e bellezza.
— Claudio Ceccherelli, CEO di Shedir Collection

Oggi si può soggiornare nella sua ala più nobile, Palazzo Vilòn. Il viaggio nel tempo inizia dalla monumentale scalinata in marmo, che porta alla grandeur di dipinti, bassorilievi, trompe l'oeil. La missione d'integrarvi il comfort contemporaneo è stata affidata all'architetto Giampiero Panepinto.

Bisognava creare un nuovo equilibrio in un luogo saturo di ricchezza. Materiali, tessuti, colori e texture sono semplici ma decisi per amalgamarsi a un contesto che esiste da secoli.
— Giampiero Panepinto, Architetto

Le forme sono importanti e ben definite, senza tempo. Le quattro maestose suite affacciano sul giardino privato di Palazzo Borghese, progettato dall'architetto Giovanni Paolo Schor, un'oasi costellata da vasi, nicchie e giochi d'acqua. La fontana centrale che mette in scena il Bagno di Diana con le ninfe, scolpita da Leonardo Retti, e uno spettacolo per gli occhi. All'interno, ci si perde in un inanellarsi di libre-rie, salotti, il Salone delle Feste, bagni in marmo, la Sala degli Specchi, fino alla Loggia, l'angolo più segreto.
D'altronde Vilòn significa "velo" in ebraico e indica i passaggi obbligati nella vita per innalzare l'anima. Davanti a ogni "passaggio" si trova un "vilòn" da oltrepassare per accedere a una nuova consapevolezza. O, in questo caso, a una bellezza inestimabile.

La Loggia sul Tevere con pareti affrescate con scene naturalistiche, un mix di mobili vintage e custom di Panepinto.

Il giardino privato dove affacciano le camere.

La Junior Suite del Cembalo con tappezzerie di seta e marmi blu. Vilòn occupa l'ala sud-ovest del Palazzo, in gran parte di proprietà e abitato dagli eredi della famiglia.

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